Dottor Norcia, il medico condotto

Il libro “Medico Condotto. Testimonianze sulla vita di Camillo Norcia“, è stato stampato per la prima volta nel novembre 1996, a cui è seguita una riedizione, sempre curata dalla Commissione Cultura del Comune.
Molte sono state le richieste per questa riedizione, perché è rimasta nella memoria di molti la magnifica figura del Dottor Norcia, quale punto di riferimento per chi l’ha conosciuto, nonchè esempio di dedizione verso il prossimo.
La stessa Giunta comunale ha fortemente voluto questa riedizione, per significare il bisogno di recuperare valori fondamentali come comunità ed umanità.

Il libro, preceduto da una Premessa a cura di Riccardo Rabaglio e da un’Introduzione a cura di Massimiliano Franco, comprende una raccolta di documenti ed una raccolta di testimonianze  che ci narrano la vita del Dottor Norcia e, contemporaneamente, ci descrivono l’ambiente in cui questi aneddoti sono inseriti.
Il Dottor Norcia viene decritto nel libro, da chi l’ha conosciuto, come un uomo burbero ma generoso, felice della propria missione e con una enorme carica di umanità.

Disponibilità
: il libro è reperibile presso gli Uffici Comunali di Pettinengo oppure a Biella presso le seguenti librerie: Giovannacci, Libreria del Viale e Galleria del Libro, al prezzo di 12,00 €.

BIOGRAFIA

Nato a Castellamonte (TO), il 27 luglio 1886, da Giovanni e Chiara delle Piane, Camillo Norcia si laurea in medicina, a Torino, il 15 Luglio 1911. Partecipa alla guerra di Libia (1911-1912), in qualità di sottouf­ficiale sanitario. Nel 1913-1914 è assistente presso l’Ospedale di Por­denone. Dal 1914 al 1920 è medico condotto nel comune di Pellio In­telvi (CO).

Scoppiato il primo conflitto mondiale, nel maggio del 1917 è richiamato alle armi. Presta la sua opera come sottotenente medico di complemento nel 91° reggimento di fanteria del Regio Esercito. Il 24 settembre del 1917, presso Cambresco (l’odierna Kambrešco, nelle valli del Natisone), mentre in prima linea soccorre un ferito, viene colpito gravemente da una granata alla testa, all’orecchio, alla schiena e alla spalla destra. Gli viene concesso il distintivo d’onore di muti­lato di guerra.

Nel ’18 si specializza in Oculistica e frequenta lezioni di Microbiologia applicata all’Igiene e alla Clinica (Igiene e Patologia coloniale) e di Patologia e Clinica dermosifilopatica, entrambi presso la Regia Università di Napoli. Dal 1921 è medico condotto a Vinovo (TO), dove rimane fino al febbraio del 1926, quando dà le dimissioni. Giunge, nello stesso anno, a Pettinengo (allora ancora in provincia di Vercelli).

Il 14 febbraio del 1926 viene nominato medico condotto interino del consorzio sanitario di Pettinengo-Selve Marcone, e poco dopo si trasferisce a Pettinengo. Il 20 marzo del 1926 si sposa con Lu­cia Macario. Il 20 aprile del 1933 ottiene la croce di Cavaliere dell’Or­dine della Corona d’Italia.
Divenuto medico condotto e ufficiale medi­co di Pettinengo, abita per alcuni anni nella casa patronale di Cristina Miniggio e della sorella, in via Bellia, mentre si fa costruire la nuova abitazione vicino alla chiesetta di San Sebastiano, che si affaccia sulla vallata di Zumaglia.
Muore, attorniato dai famigliari, nel 1979.