La storia di Pettinengo

CENNI STORICI

lastoria del ocmune di pettinengoLa scarsità di documenti e la mancanza di studi sistematici non ci consentono di tracciare un profilo storico preciso sugli eventi che hanno caratterizzato la storia del comune di Pettinengo. Popolazioni celto-liguri sono probabilmente fra gli antichi abitanti di queste terre.
Le prime testimonianze ci consegnano il territorio di Pettinengo alle dipendenze della comunità di Bioglio che, probabilmente, ne sfruttava i pascoli ed i boschi.
Un atto di vendita dell’alpe Presinola (Val Sessera), datato 4 gennaio 1213 e firmato da Donna Berta de Magna del Monastero di S.Pietro di Lenta, cita anche la comunità di Pettinengo. Nel XIII secolo la popolazione doveva aver raggiunto una certa consistenza all’interno della comunità di Bioglio, se in una intimazione dell’imperatore Federico II, datata 7 giugno 1237, si fa espresso riferimento agli uomini di Pettinengo soggetti ad arruolarsi ben armati, per marciare contro Alessandria.

La nostra comunità venne coinvolta nella lotta fra l’eretico Dolcino ed il Vescovo di Vercelli, Raniero. Nell’inverno del 1306, il Vescovo dette ordine di costruire delle postazioni d’osservazione fortificate, una delle quali sorse probabilmente sulla cima di S. Eurosia, proprio sopra l’abitato del paese.

Nel MedioEvo, pur restando alle dipendenze di Bioglio, Pettinengo ebbe una qualche importanza per la via che univa il Basso Biellese alle valli di Mosso e Trivero. Usata per la transumanza delle greggi e delle mandrie verso gli alpeggi, era gravata al ponte di pedaggio Conclejs (Pianezze), di competenza del castellano di Zumaglia.
Grazie all’editto emanato da Carlo Emanuele I di Savoia, in data 24 dicembre 1621, Pettinengo potè affrancarsi da Bioglio, ottenendo l’autorizzazione ad erigersi a comune indipendente, con patenti ducali del 5 aprile 1623, e grazie all’intercessione dell’Infanta Maria di Savoia, figlia del duca, ebbe anche la concessione di conservare tutte le “grazie, franchigie, libertà e comodità” di cui godeva durante l’unione con Bioglio.

Nel 1632 Pettinengo acquistò dalla comunità di Piode (Valsesia) l’Alpe Peccia, il più grande alpeggio della Valsessera.

Il primo maggio 1722 venne infeudato, con titolo comitale di Conte di Pettinengo, Giuseppe Maino, vicario di Torino. Il titolo passò quindi al suo successore, l’avvocato Carlo Antonio Maino finchè alla sua morte il feudo venne venduto, il 13 luglio 1784, all’avvocato Carlo Vincenzo De Genova.

Nel XVIII secolo anche il nostro territorio partecipò dei profondi cambiamenti prodotti dalla Rivoluzione Industriale, cambiamenti che si trasmisero anche sulla sua vocazione produttiva laniera, che da forma artigianale assunse via via una dimensione industriale, specie nel campo della maglieria.
Pertanto, dove esistevano antichi mulini sorsero i primi opifici: solo per fare alcuni esempi, sul sito del “Mulino del medico Faccio”, lungo il corso del torrente Tamarone, venne costruita, nel 1835, la fabbrica dei “Fr.lli Serra”, filatura e maglieria di farsetti poi di panni lana; più a valle, nella prima metà dell’ottocento, sorse la grande fabbrica di tessuti “Maggia Francesco e Figlio”; lungo il corso del torrente Riasca, fu costruita l’antica fabbrica di maglieria “Zorio”.
Nell’anno 1777, a Pettinengo, su quindici aziende operanti nel tessile con 630 operai, ve ne erano 60 che lavoravano per Gaspare Gurgo “fabbricante di calzetti”. Nel 1850 nacque la fabbrica di maglieria “Bernardo Bellia”, destinata a diventare, per 150 anni, la più importante realtà economica e fulcro della vita del paese.

Infine, il primo marzo 1881 si unì a Pettinengo la popolosa frazione di Vaglio, mentre a partire dal 1º gennaio 2017 l’ex-comune di Selve Marcone è stato incorporato nel territorio comunale di Pettenengo.

Tutte le informazioni qui riportate, sono stata raccolte grazie al lavoro di volontari, sia di Pettinengo che esterni.

 

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