Museo delle Migrazioni

Il Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli è stato inaugurato il 29 aprile 2017, come luogo di incontro, memoria ed espressione della cultura di un territorio, con lo scopo di evidenziare e valorizzare le diversità delle società.
Come gli altri Musei di Pettinengo, è entrato a far parte della Rete Museale Biellese, il progetto coordinato dall’Ecomuseo Valle Elvo e Serra in collaborazione con l’Ecomuseo del Biellese, al fine di valorizzare il patrimonio del territorio biellese.

La sede espositiva, in via Fiume 12, è frutto del lascito di una famiglia biellese emigrata in Francia, la famiglia Mazzia Piciot, che donò lo stabile alla Regione Autonoma della Sardegna, concesso poi in usufrutto al Circolo Culturale Sardo di Biella, “Su Nuraghe”, che ha curato l’allestimento del Museo.
La comunità sarda è molto attiva nel Biellese con i suoi oltre 6000 residenti, di cui circa 2500 nel capoluogo di provincia, grazie anche all’intensa attività di aggregazione operata dal Circolo Su Nuraghe, attivo dal 1978 nell’organizzare campagne di solidarietà e di partecipazione umana, concorsi e corsi di aggiornamento nelle scuole, pubblicazioni editoriali ed esposizioni.
Il Museo non riguarderà soltanto la migrazione sarda, ma anche quella di altre regioni italiane: in particolare, i primi allestimenti del Museo raccontano le storie e le speranze dei migranti storici in ambito locale, ossia i Piemontesi, i Sardi ed i Veneti (la comunità più numerosa presente nel Biellese) e la loro integrazione nelle nuove comunità, attraverso documenti, testimonianze e oggetti d’arte e cultura.

In anteprima mondiale, in occasione dell’inaugurazione del Museo, è stata esposta la statua di marmo “La madre dell’ucciso” di Francesco Ciusa, opera d’arte di riferimento per la comunità sarda che si credeva perduta, in quanto finora erano note soltanto le copie in gesso e in bronzo, che avevano già riscosso largo consenso da parte della critica in occasione della Biennale di Venezia. La versione in marmo della statua “Sa mama de su mortu”, è stata ritrovata in una sontuosa villa privata proprio sulle colline biellesi, la Villa Malpenga (nel comune di Vigliano Biellese), grazie al conte Vittorio Buratti che, nel 1942, acquistò la copia marmorea dalla Galleria d’Arte di Paolo Triscornia di Ferdinando di Carrara per arredare la sua villa.

Nella sezione dedicata alla migrazione biellese in Sardegna, sono esposti alcuni strumenti topografici ancora funzionanti, in dotazione alla Ditta Boggio Marzet, impresari della Valle del Cervo, tra i quali possiamo citare: lo “squadro semplice” con le fenditure per traguardare l’oggetto in cui sono visibili sul cilindro due delle fenditure della doppia alidada; lo “squadro a cannocchiale” con goniometro per l’angolo azimutale; un “teodolite Salmoiraghi” del 1898, con scale goniometriche dotate di piccoli microscopi di lettura e una “Livella a cannocchiale” prodotta a Parigi dall’Atelier di Marc François Louis Secretan.
A fianco degli strumenti di misura, ritroviamo anche fotografie inedite della costruenda strada Capoterra-Pantaleo-Santadi di km 32, risalenti al 1934, ricavate dagli album della collezione della famiglia Boggio Marzet.

Al Museo è, infine, presente anche la collezione di minerali sardi dei biellesi Alessandro Beducci e Felicina Bertolone: la collezione, oltre al valore scientifico e mineralogico, ci permette di fare un viaggio attraverso la storia mineraria dell’Isola sarda.
La “Collezione Beducci-Bertolone” è stata donata alla Comunità dei Sardi di Biella nel 2014 e comprende oltre 600 campioni raccolti, a partire dalla fine degli anni Sessanta, attraverso numerosi viaggi in Sardegna.

 

museo delle migrazioni pettinengo
Inaugurazione – Sabato 29 Aprile 2017
Statua di francesco ciusa al museo delle migrazioni
Statua di Francesco Ciusa

INFORMAZIONI UTILI

  • Via Fiume, 12 – Frazione Gurgo – Pettinengo (BI)
  • Per informazioni e orari contattare Su Nuraghe: +39 334 3452685.
    Ingresso libero.